Cresciuto a pane e DVD di Pink Floyd e The Who, chitarra in mano dall'età di otto anni e una solida formazione che spazia tra classica e jazz. Alberto Conti, classe 2003, è la dimostrazione di come il talento, quando sposa lo studio e la determinazione, possa trasformarsi in una proposta pop fresca, sincera e totalmente priva di filtri.
Fortemente ispirato da giganti del songwriting moderno come John Mayer e Sam Fender, il giovane cantautore torna a far sentire la sua voce con "Mantra", un singolo solare e travolgente che fotografa gli amori autentici della sua generazione. Una traccia nata da un lungo e meticoloso lavoro di ricerca in studio, che anticipa un imminente album acustico. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alberto per farci raccontare la genesi di questo brano, le sue ispirazioni e il sogno di portare presto queste nuove canzoni nella sua dimensione preferita: il palco.
Ciao Alberto, grazie di essere qui. Sei un musicista giovanissimo, nato nel 2003, ma con una solida preparazione tecnica tra classica e jazz: ci racconti come è nata la tua passione a soli otto anni e quando hai capito che la chitarra sarebbe stata la tua “voce"?
La mia passione a 8 anni nasce grazie ai miei genitori perché mi hanno cresciuto a DVD di grandi band come i Pink Floyd o i The Who. Dall’ascolto di questi grandi artisti ho sempre sognato di fare questo nella vita e ho avuto la fortuna di essere sempre stato assecondato in questa strada.
Le tue canzoni parlano spesso della vita di tutti i giorni e delle esperienze della tua generazione. Qual è il messaggio principale che vuoi lanciare ai ragazzi della tua età che ascoltano la tua musica?
Ma io semplicemente vorrei lanciare il messaggio di vivere la propria vita senza troppi schemi predefiniti.
Citi spesso artisti come John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier: in che modo questi giganti della chitarra e del songwriting internazionale hanno ispirato il tuo stile e la tua ricerca sonora?
Questi grandi artisti mi hanno influenzato ovviamente tantissimo, ascolto questi musicisti tutto il giorno e quindi la loro musica è parte della mia vita e della musica che scrivo.
"Mantra" scatta una fotografia sincera su una relazione autentica che non nasconde le difficoltà e le parti oscure, ma sceglie di viversi senza riserve. Cosa vuoi trasmettere esattamente con questo brano che unisce un ritmo travolgente a un invito a lasciarsi andare alla gioia?
In questo brano voglio trasmettere la bellezza di un amore travolgente e sincero tra due ragazzi che si sono appena conosciuti. Credo sia un’emozione bellissima da vivere e spero che più ascoltatori possibili si possano immedesimare in essa.
Per "Mantra" hai scelto di evocare immagini solari che parlano di un tuffo dentro l'estate, di viaggi e di pensieri leggeri come un vento caldo: come è stato lavorare in studio con il tuo team creativo per trovare la perfetta quadra sonora capace di mettere subito di buon umore chi ascolta?
Mantra è stato un brano che ci ha fatto penare e non poco. Ho perso il conto delle volte che abbiamo cambiato suoni, struttura, parti di chitarra ecc. Però quando siamo riusciti ad arrivare alla versione che adesso sentite online sono rimasto molto felice e soddisfatto. E’ un brano molto importante per me e spero che riesca a trasmettervi tutti quello che c’è dietro la realizzazione.
Questo progetto discografico è il tuo primo importante passo ufficiale: che progetti hai per il futuro, dove sogni di portare la tua musica e cosa dobbiamo aspettarci dall'album in arrivo?
In questi ultimi mesi abbiamo lavorato alla realizzazione di un album acustico che uscirà nei prossimi mesi, inoltre stiamo già lavorando alla scrittura di nuovi brani. Non vedo l’ora di portare la mia musica dal vivo poichè è la mia dimensione preferita.

