“Bologna Underground” è il
nuovo singolo di Colangeli, nato dalle esperienze da artista di strada e dalle
notti trascorse nell’ambiente universitario bolognese. Un brano autobiografico
che riflette il desiderio del cantautore di raccontare ciò che vive, con
coerenza e sincerità. Dalla formazione al pianoforte alle influenze di Chopin,
Smiths e Luca Carboni, il suo stile unisce mondi musicali diversi. In attesa
del terzo album, Colangeli guarda al futuro tra tour, festival e nuove
occasioni per incontrare il pubblico.
Ciao e grazie di essere qui
con noi. Raccontaci il tuo percorso e com’è nata la tua passione per la musica,
dal pianoforte alla prima band.
La mia passione per la musica è
nata da bambino, durante le lezioni di musica negli anni della scuola
elementare. Ho iniziato in quel periodo a suonare il pianoforte per poi,
durante gli anni delle superiori, costituire la mia prima band e scrivere le mie
primissime canzoni.
Attraverso brani molto
autobiografici racconti ciò che vivi: qual è il messaggio che desideri
trasmettere con la tua musica?
La coerenza: racconto quel che
vedo e che vivo in maniera autentica e molto spesso autobiografica, mi
piacerebbe che le mie canzoni possano indurre una riflessione in chi le
ascolta. I contenuti specifici del mio prossimo album in uscita tra novembre e
dicembre 2026 riflettono un momento particolare della vita di ognuno di noi,
quello dei primi 30 anni.
Quali musicisti hanno ispirato
maggiormente il tuo stile, tra grandi pianisti classici, rock inglese e
cantautorato bolognese?
Se dovessi citare solamente tre
artisti per ognuno di questi generi direi Chopin, che ho amato durante gli anni
del conservatorio, gli Smiths e Luca Carboni (del quale cito letteralmente
alcuni versi in questo mio nuovo singolo). Il mio nuovo album, di cui Bologna
underground rappresenta il penultimo singolo, non è altro che il sunto di
questa mia triplice formazione.
Di cosa parla “Bologna
Underground” e cosa desideri trasmettere con questo racconto della fine degli
anni universitari?
Bologna Underground nasce nel
periodo in cui ho suonato come artista di strada in varie città italiane,
prevalentemente a Bologna, frequentando l'ambiente universitario della città
stessa. Il pezzo racchiude le tante notti vissute da studente fuori corso.
Quali progetti hai per il
futuro, tra il nuovo album, il tour acustico e la partecipazione a festival e
concorsi?
Tra la fine di novembre e
l'inizio di dicembre verrà pubblicato il mio terzo album al quale farà seguito
un tour nelle varie città italiane a partire da gennaio 2027. In programma ci
sono anche diversi Festival e concorsi ai quali parteciperò. Questo è ciò che
caratterizzerà i miei prossimi mesi dal punto di vista artistico.

