Cosa accade quando la mitologia classica diventa lo specchio deformante delle nevrosi moderne? Con il nuovo singolo Icaro, Froyd trasforma la celebre caduta del mito greco nella metafora bruciante del burnout contemporaneo: una vertigine alimentata dalla corsa a iper-performare, dal sovraccarico di stimoli digitali e dall'ansia sociale. Cresciuto a pane, rock e blues con la chitarra a tracolla fin dall'età di dieci anni, il cantautore milanese modella un sound potente e viscerale in cui l'alternative blues incontra l'impatto dei Deftones e le atmosfere trip-hop dei Massive Attack. In questa intervista esclusiva per Fatti Musicali, Froyd si racconta a cuore aperto tra urgenza comunicativa, radici musicali, la genesi del nuovo EP in arrivo a dicembre e un fitto calendario di concerti live.
Ciao, grazie di essere qui con noi. Ci racconti il tuo percorso e come la chitarra e le radici rock e blues hanno dato forma alla tua passione viscerale per la musica?
Ciao! Moto piacere. La mia passione per la musica è nata fin da piccolo tra le mura di casa mia. Mio padre mi ha sempre fatto ascoltare dischi di musica rock blues e folk. Ho imbracciato la chitarra a 10 anni per poi frequentare una scuola di musica di Milano dove ho potuto affinare la tecnica e lo studio del strumento in generale. Mentre alla voce mi sono avvicinato molti anni dopo. Crescendo ho ascoltato e sperimentato tanti generi musicali diversi: il rock fin dal principio, poi blues, folk, Metal e più avanti ho scoperto anche l’R&B e la Bossa Nova. Dunque nella mia musica ancora oggi cerco di portare tutte queste influenze.
La tua musica unisce mitologia, sfogo e critica sociale: qual è il messaggio di libertà e autenticità che cerchi di trasmettere a chi ti ascolta?
Cercare di essere sempre se stessi senza farsi inghiottire dalle pressioni sociali, dal consumo eccessivo dei media sul cellulare. Con le mie canzoni esprimo tutto questo disagio e la voglia di trovare una propria autenticità e godersi la vita vera fuori dal mondo digitale. Ho utilizzato il mito nell’ultimo Ep per creare un parallelismo tra leggende millenarie e la vita di tutti i giorni.
Il tuo stile fonde alternative blues rock, chitarre sature e inserti elettronici: quali artisti o correnti hanno segnato maggiormente il tuo modo di suonare e comporre?
Per quanto riguarda questo Ep mi sono ispirato ad alcune band che uniscono questi generi musicali come i paleo, Black Keys, Deftones e per il lato elettronico ho preso molto dai Massive attack.
Nel nuovo singolo "Icaro" rileggi il mito classico per affrontare il tema del burnout e della pressione sociale a iper-performare: cosa rappresenta per te questo brano e quale urgenza comunicativa racchiude?
Questo brano per me rappresenta un vero e proprio grido disperato contro la mentalità malsana prevalente nella nostra società contemporanea. Siamo costantemente sovraccaricati da stimoli e richieste di ogni genere, non solo a lavoro. Anche l’uso eccessivo del telefono e dei social media ci sta lobotomizzando e consumando all’inverosimile. Io ne sono vittima in primis, vorrei suscitare consapevolezza Ale persone che ascoltano Icaro e gli altri miei brani che trattano queste tematiche.
Al singolo si accompagna anche un videoclip: come avete tradotto in immagini questa sensazione di caduta, vertigine e ribellione alle aspettative?
Nel Reel promozionale di Instagram ho voluto ricreare una situazione simile a un concerto o un club. Io sono immerso e spinto qua e là da tante persone sullo sfondo che rappresentano le pressioni sociali fino al momento in cui sono talmente consumato da cadere a terra. È la metafora del burnout che rischiamo ogni giorno, siamo sempre spinti a iper performare fino all’autodistruzione.
"Icaro" fa da apripista al tuo nuovo percorso: che progetti e novità ci riserva il tuo prossimo futuro discografico e live?
A Dicembre uscirà il nuovo Ep caratterizzato sempre da questo parallelismo tra mito e problematiche reali e quotidiane. Le sonorità saranno alternative rock ed elettroniche principalmente. Come live parteciperò all’open mic di Ultrasuoni a Milano giovedì 15 ottobre, domenica 18 alla finale di SaronnoFamosi al Teatro Giuditta Pasta di Saronno e il 6 novembre ci sarà un concerto integrale al Rab di Milano. Sicuramente seguiranno tanti altri live da qui a fine anno anche per celebrare per bene l’Ep.

