Anonima Sonora, fuori il primo video tra sonorità funk anni 70 e crimine cinematografico





È passato meno di un anno da quando a Torino alcuni musicisti provenienti da realtà e città diverse trovano la loro definitiva configurazione dando vita a un insolito collettivo artistico ispirato ai ritmi incalzanti e alle melodie acide che riempivano le scene dei film poliziotteschi degli anni Settanta.

Adesso l’Anonima Sonora, nome che evoca un’aura d’ignoto e di enigmaticità ma anche l’estemporaneità delle batterie d’azione (quelle bande criminali di cani sciolti che si aggregavano in vista di un colpo per poi sciogliersi una volta terminato il lavoro) esce finalmente allo scoperto con il suo primo video, girato al Paltò, vineria torinese dal clima retrò. Il brano Un altro giorno per morire è tratto dall’Ep registrato nel 2022 presso lo studio di Paolo Rigotto e contenente altri tre pezzi, previsto in uscita prima della fine di quest’anno.

Se il “pezzo” nel vocabolario della mala sdoganato dalle pellicole di Umberto Lenzi, Fernando Di Leo, Carlo Lizzani o Enzo G. Castellari, è termine gergale che indica il ferro del mestiere, l’arma da fuoco, questo dell’Anonima Sonora spara forte, e l’odore di polvere nera nell’aria è persistente e prende alla gola.

“UN ALTRO GIORNO PER MORIRE” - IL BRANO

In quasi sette minuti, l’Anonima Sonora offre un estratto del proprio repertorio di brani originali che però vuole anche essere una dichiarazione d’intenti circa l’orizzonte dei loro riferimenti musicali e l’attitudine con cui questi vengono reinterpretati: in primo luogo una grammatica espressiva che ricalca l’atmosfera delle colonne sonore di quel genere cinematografico che dalla fine dei Sessanta alla prima metà degli Ottanta ha raccontato storie di malavita metropolitana e descritto i suoi protagonisti, rappresentando uno spaccato della nostra società e delle sue cupe e laceranti contraddizioni; poi il desiderio di rileggere l’eredità dei maestri (i fratelli De Angelis, Micalizzi e Ortolani, per citarne alcuni) che hanno creato quel sound così tipico e per l’epoca così moderno e contaminato, fra progressive e jazz, soul e funky, tradizione popolare e primi vagiti analogici di elettro-rock, metabolizzando tale eterogeneità in un processo di scrittura e arrangiamento che sappia serbare un sapore vintage su un sostrato di energia e di ricerche armoniche e di suoni al passo con il contemporaneo.

 
Pochi indugi su testi cantati, perché quello che l’Anonima Sonora vuole evocare è il mondo delle musiche trascinanti e ipnotiche che accompagnavano sequenze di sguardi, scene di inseguimenti o sanguinose sparatorie: visioni in movimento, quadri di ambientazione urbana in cui il ritmo sincopato delle esistenze era segnato dalla violenza dell’emarginazione, dalla sete di potere e dalle parole della strada con i suoi traffici nascosti; e infine, la forte connotazione cinematografica, intesa non come sterile citazionismo ma come riattivazione di una memoria “di primo livello”, se è vero che ce n’è un altro – più profondo – costituito dall’oggetto stesso della finzione filmica, ovvero la storia da raccontare.

In questo brano il senso straniante dell’intero scenario sonoro è il frammento di una scena, un dialogo incastonato nel cuore dell’esecuzione, non come divertissement, bensì come chiave di accesso all’ascolto, come se fosse l’anima stessa del pezzo. Esattamente come un proiettile è l’anima del… pezzo che lo esplode!

LA FORMAZIONE DEL COLLETTIVO ANONIMA SONORA

La linea di basso insistente di Stefano Ruggiero che marcia con l’incedere di una pulsazione primaria, la robusta e tirata batteria di Enrico Beltrame che con essa crea una trama ritmica avvolgente e dal respiro ringhioso, una tastiera che ondeggia tra sontuosi impasti sintetici e spinte evoluzioni melodiche suonata da Carlo Peluso (del quale già è noto il suo progetto musicale solista e il progetto di hypercover Melty Groove) , il suono tagliente e agile del sax di Marco Cerrato e la personalità seduttivamente cattiva di Anna Truglio, che spazia tra vocalizzi di drammatica intensità, percussioni dall’indispensabile groove primitivo e controllo degli inserti filmici.

Questo è l’impianto da cui scaturiscono scenari sonori fra l’acido e il basico, sofisticati quanto istintivi, il tutto convergente in quel “punto di caduta” che è rappresentato in tal caso da un’intensa e feroce sequenza tratta da “Il cittadino si ribella”, pellicola di Enzo G. Castellari del 1974: una spietata esecuzione resa ancora più atroce da un’eco innaturale che esaspera i lamenti ansimanti della vittima, le grida dei suoi assassini e gli spari con cui questi ultimi portano a compimento la loro sentenza di morte. È un sussulto buio. In un equilibrio disturbante, la scena viene evocata come fuori campo così che il brano ne diventi il commento musicale, in un contrappunto di forme e linguaggi che squarciano l’ascolto e danno vita a un sound intenso e tumultuoso.

TEATRO, CINEMA E MUSICA NELLO SPETTACOLO DELL’ANONIMA SONORA

Questa è la cifra stilistica dell’Anonima Sonora, un proliferante intreccio di elementi che germinano l’uno dall’altro con plastiche vibrazioni: la musica, vivo materiale di coltura da cui far scaturire fiotti di energia orientata in molteplici direzioni; il cinema, primaria fonte d’ispirazione creativa e costante riferimento nella costruzione di atmosfere e visioni; la recitazione, perché nei loro live il navigato e talentuoso attore Maurizio Bagarotti, racconta in diverse riprese, fra una canzone e l’altra, cosa è stato il fenomeno malavitoso nelle nostre metropoli con il tono disilluso e fatalistico di chi quel mondo lo ha visto in prima persona; e infine un montato rapsodico e incalzante di frammenti di film d’epoca proiettato alle spalle dei musicisti che chiude il cerchio di queste dinamiche sovrapposizioni di senso. Per questo lo spettacolo dell’Anonima Sonora è un’immersione nel fondo della nostra memoria collettiva. 

CREDITS VIDEO “UN ALTRO GIORNO PER MORIRE” DELL’ANONIMA SONORA

Registrato presso la Vineria Paltò a Torino. Riprese Dario Omizzolo e Matteo Contin, Mix e montaggio Carlo Peluso. Il dialogo è tratto da "Il cittadino si ribella", 1974 di Enzo Castellari (tutti i diritti sono riservati al proprietario). Grazie a Simone Ferrero per l'aiuto tecnico e a Giovanni, Paolo e Luca per la concessione degli spazi.


CONTATTI ANONIMA SONORA

·         Instagram: https://www.instagram.com/anonimasonora/

·         Spotify: https://open.spotify.com/artist/0n21SsEHN9l4GEdlvWFoPp


LINE UP

·         Stefano Ruggiero - basso

·         Anna Truglio - voce, percussioni

·         Marco Cerrato - sax

·         Carlo Peluso - tastiere

·         Enrico Beltrame - batteria

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