Intervista alla band toscana Le Pietre Dei Giganti

 

In occasione dell'uscita del rework di “Ohm” feat. Victor Bomì, pubblicato da Overdub Recordings e distribuito da Ingrooves/Universal, abbiamo intervistato Le Pietre Dei Giganti (LPDG), una band psych-alternative rock originaria di Firenze.
 
Quando avete deciso di formare Le Pietre Dei Giganti?
Alla fine del 2015, credo. Io e Francesco, il chitarrista, eravamo due chitarristi che si stavano ormai arrendendo alla prospettiva di mettere da parte l’entusiasmo per la musica ed arrenderci al tedio della vita accademica…finché non ci siamo incontrati proprio ad una festa universitaria. Le confidenze alcoliche hanno fatto il resto.
 
Come vedete l'evoluzione del vostro suono nel corso degli anni e cosa distingue la vostra musica oggi?
Nel corso degli anni ci siamo sempre più distanziati dall’idea originale di voler suonare un genere (lo stoner) per suonare, semplicemente, quello che ci pare e piace. Abbiamo trovato un modo, per così dire, “pacifico” per introdurre sempre nuovi elementi nel calderone delle sonorità del gruppo, sfruttando i nostri orientamenti personali, i nostri ascolti, gli studi del momento e lasciando sempre degli spazi per permettere l’interpretazione personale a chi suona e aggiungere il suo piccolo pezzetto. Il risultato diventa personale perché, anche se rimescoli influenze diverse – cosa che hanno sempre fatto tutti, inevitabilmente – è il modo in cui le rielabori che fa sì che tu possa suonare qualcosa di tuo, di unico.
 
Ci potete raccontare una storia dietro uno dei vostri brani più significativi?
Quando L’Ultimo Se Ne Andrà è una canzone che forse ha catturato al meglio, pur nella sua semplicità, lo stato d’animo che ho provato in un determinato momento di transizione importante della mia vita. Ho vissuto per tre anni a Firenze, che ho abbandonato subito dopo essermi laureato, poi tre anni in un dottorato tra Trieste e Aviano. Durante le vacanze di Natale, ritornavo dai miei genitori ad Ivrea, e ritrovavo vecchi amici e conoscenti, ed è sorprendente vedere come in una città così piccola si possano conoscere così tante persone interessanti. Ivrea è tutt’altro che una cittadina di provincia. È una città molto particolare, che ha vissuto il fiorire degli anni dell’Olivetti negli anni 80, l’immigrazione di una classe media molto qualificata, anche dall’estero, per poi diventare una città dove non succede quasi mai nulla (tranne che allo Zac), se non durante il famoso Carnevale. In tutto questo, però, è piena di ragazzi brillanti, i figli dei genitori dell’era Olivetti. I miei amici eporediesi, che incontravo durante le vacanze, erano tutti dislocati tra prestigiosi dottorati all’estero o in giro per l’Italia, collaborazioni e tirocini internazionali negli angoli più disparati del globo. Però eravamo tutti infelici, tutti precari, nessuno era stabile, e tutti eravamo lontani dalla famiglia, con amici di passaggio, lavori di passaggio, relazioni di passaggio. È quindi questo il destino che abbiamo noi che abbiamo deciso di studiare per realizzare le nostre ambizioni (o quelle dei nostri genitori? La perenne precarietà emotiva? E cosa succederà quando saremo andati tutti via, quando saremmo tutti dei precari in famiglia, dei precari nelle amicizie? Che cosa è già successo, in tutta Italia, in questi anni? Ad ogni modo, per me, la fuga da quest’idea desolante è la musica. Da qui il verso: “quando l’ultimo se ne andrà, non resta che suonare un blues”. 
 
Come avete affrontato le sfide della collaborazione con Victor Bomì nella reinterpretazione di "Ohm"?
La bellezza della collaborazione con Victor è che non è stata affatto una sfida. È stato un po’ come lavorare con DEM, gli abbiamo lasciato sostanzialmente carta bianca e siamo stati molto felici del risultato. Ci ha mandato un paio di versioni e ci siamo giusto accordati per un paio di dettagli. È stato molto bello lavorare con lui e lo faremo volentieri in futuro se ce ne sarà l’occasione.
 
Come concepite il vostro processo creativo durante le sessioni di registrazione?
Nel nostro caso, sarebbe più corretto parlare di preproduzione. In fase di registrazione andiamo molto spediti. In studio arriviamo con le idee il più possibili chiare e registriamo tutto con un approccio il più possibile live. Abbiamo concluso tutte le take degli strumenti in quattro giorni. Per “Veti e Culti” abbiamo registrato batteria e basso contemporaneamente così che potessero suonare “sul tempo” e non “a tempo”. Alcune acciaccature sono state lasciate intenzionalmente nel mix finale. Questo valorizza molto le esibizioni dal vivo, perché chi ti ascolta si rende conto che non hai assolutamente nulla da invidiare a come suoni su disco: anzi, in alcuni casi sei in grado di fare anche meglio.
 
Qual è il ruolo della tecnologia nella vostra musica, e come la utilizzate per sperimentare e innovare?
Il giusto, diciamo. Dovendo lavorare a distanza, scriviamo le canzoni, o almeno le idee pseudofinite, utilizzando Logic e registrando il più possibile con plugin che emulino gli effetti che utilizziamo in sala. Poi passiamo le canzoni al vaglio in sala, anche perché alcune idee funzionano meglio lì dentro che dentro una DAW qualsiasi. A volte i ritocchi di editing generano delle soluzioni inedite con cui piace sperimentare. A volte può essere che ci fissiamo con un determinato suono di un pedale o di un oscillatore su cui sviluppare l’idea di partenza per un brano.
 
Ci sono luoghi o ambienti specifici che influenzano la vostra creatività durante la scrittura dei brani?
Non saprei dire. A me, personalmente, vengono un sacco di idee mentre cammino o vado in bicicletta, poi arrivo a casa e me le dimentico.
 
Come vi relazionate con i vostri fan e come sperate che la vostra musica influenzi la loro esperienza di ascolto?
Ogni tanto qualcuno ci scrive per ringraziarci per il disco ed i nostri pacchetti deluxe in cui inviamo una specie di “cartone della pizza” con il nostro logo, un nastrino con un rametto, il vinile e i due album in CD. Il nostro packaging home-made è stato anche menzionato da Johnny di Vinilicamente nella puntata dedicata ai migliori dischi del 2022. Ci fa piacere essere disponibili e trattare bene chi è interessato alla nostra musica.
Tags

#buttons=(Accetta) #days=(20)

"Questo sito utilizza cookie di Google per erogare i propri servizi e per analizzare il traffico. Il tuo indirizzo IP e il tuo agente utente sono condivisi con Google, unitamente alle metriche sulle prestazioni e sulla sicurezza, per garantire la qualità del servizio, generare statistiche di utilizzo e rilevare e contrastare eventuali abusi." Per saperne di più
Accept !