Matoh: “Ho capito” il singolo che sfida le convenzioni sociali


Matoh, cantautore siciliano classe ’96, trova nella musica il modo per elaborare le emozioni e rimanere connesso al mondo che lo circonda. I suoi testi, caratterizzati da una lucida riflessione sociale e un forte istinto creativo, affrontano temi come l’identità, il disagio e la ricerca di riscatto. Con la sua voce potente e sincera, Matoh non cerca l’approvazione, ma la verità.

In occasione dell'uscita del singolo "Ho capito", abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per capire meglio il processo creativo dietro la sua ultima traccia.

Con chi hai lavorato alla produzione di “Ho capito”?
““Ho Capito” è nata dal puro divertimento e voglia di mettersi in gioco insieme al mio caro amico e produttore Riccardo Samperi, aiutati dalla mano esperta di Pat Legato che ci ha regalato un beat perfettamente adatto a ciò che cercavamo, e non potrò mai essere loro abbastanza grato per questo.”

Come avete costruito il sound per accompagnare un testo così potente?
“Un testo così crudo e diretto necessitava di un sound “arrogante” al punto giusto, e soprattutto che in ogni momento reggesse sufficientemente il peso dei concetti espressi dalle parole, perciò abbiamo pensato di esagerare dove serviva, e di lasciare spazio al testo dove invece era più importante essere capiti che essere sentiti.”

Ci sono riferimenti musicali che ti hanno ispirato per questo singolo?
“In realtà no. Però il tono del brano in generale mi ha permesso di sperimentare un modo di cantare che non ho mai sentito davvero “mio”, ma che secondo me era quello giusto per mandare il messaggio racchiuso nel testo.”

Il brano ha un tono crudo ma energico: è stato difficile bilanciare forma e contenuto?
“A me piace tantissimo creare contrasti, nella vita come nella musica. Riuscire ad esprimere un concetto di un certo tipo, utilizzando un suono con un mood diametralmente opposto ti rende sfuggente, imprevedibile; un po’ come il cioccolato sulle patatine: non ha senso, e allora perchè è così buono?”

Hai lasciato spazio all’improvvisazione in studio?
“L'improvvisazione è tutto nella musica. Le cose “già scritte” sono giuste, precise, previste, ma perdono sapore. Che sia un verso cantato in modo diverso, o una variazione del testo dell'ultimo minuto, ciò che viene spontaneo durante la creazione è sacro, e va trattato bene, custodito e valorizzato.”
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