Lucky è un artista pop-rock che arriva da Lugano con un bagaglio fatto di passione analogica e visioni digitali. In occasione dell'uscita della sua reinterpretazione di "Certe Notti", lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo mondo, sospeso tra il fascino della notte e la sperimentazione visiva.
Ciao Lucky, grazie di essere qui! Sei un artista pop-rock che arriva da Lugano: ci racconti come è nata la tua passione per la musica e cosa ti ha spinto a scegliere questa "strana esistenza" fatta di palchi e locali?
E' nata inizialmente grazie alla radio. L'ascoltavo costantemente nell'arco delle mie giornate, già da bambino, perché a casa nostra c'era sempre una radio accesa che faceva compagnia per tutta la giornata con le sue voci e tanta buona musica. Da lì l'acquisto dei primi vinili, di ogni genere e tipo, con tutto il loro fascino. La scelta della strana esistenza è arrivata quando ho scoperto che la notte è come vivere in un'altra dimensione. E' bello ritrovarsi al tramonto all'interno di locali dove ognuno ha il proprio umore, la propria storia e vive in modo differente i momenti della serata, e poi l'emozione con un pubblico reale nel momento delle performance è impagabile.
Con la tua musica sembri voler celebrare la libertà e l'autenticità: qual è il messaggio principale che vuoi lanciare a chi ti ascolta?
La mia musica è gioco, è divertimento e quindi in questo caso direi di ascoltarla con un pizzico di ironia, e magari immaginandola ulteriormente interpretata nei diversi periodi storici con i molteplici e possibili arrangiamenti musicali dei diversi periodi, perché le notti, anzi le “certe notti” ci sono sempre state.
Il tuo stile guarda molto al rock italiano ma anche a sonorità più classiche: quali sono i musicisti che hanno influenzato maggiormente la tua crescita e questa tua nuova direzione sonora?
In particolare nessuno. Nell'arco della mia vita ha sempre inseguito il fascino della musica in tutti i suoi aspetti, ascoltandone molta, cercando di viverla, di crearla, studiando e curiosando i grandi artisti e cercando di afferrare i loro segreti. Questa direzione è sempre esistita nel mio inconscio, e probabilmente lo stile che ho acquisito è solo un insieme di concetti stravolti e rivisitati.
Hai scelto di reinterpretare "Certe notti" per il suo trentesimo anniversario: cosa rappresenta per te questo brano e come sei riuscito a farlo vibrare con la tua energia?
La vibrazione forse arriva perché inconsciamente l'ho sempre sentito mio. Analizzando l'essenza della mia vita in assoluto mi rappresenta, anche se poi l'idea di andare a rispolverare questo successo di Ligabue è arrivata casualmente.
Il videoclip è un vero e proprio noir ambientato nella Hollywood anni '30 realizzato con l'IA: come è nata l'idea di questo "film in miniatura" diretto da Andrea Carlo Cappi?
È nata grazie ad un meraviglioso team di lavoro che si è appassionato a quest'idea, dove avevo chiaramente espresso la necessità di ambientare il video in un atmosfera che desse un ulteriore fascino alla canzone, quindi con tutti i vari ed eventuali ingredienti necessari, e Cappi in questo caso è stato il giusto condimento.
Dopo questo omaggio a Ligabue, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Ci sono già brani inediti nel cassetto?
Riguardo ai progetti direi pubblicare hit. Stiamo lavorando all'album, dove ci saranno anche inediti, come immaginerete il tutto è molto impegnativo anche a livello di organizzazione, e sono profondamente concentrato per cercare di ottenere il meglio per questo progetto, io come tutto il team.

