Con il nuovo singolo “Sbuccio la frutta”,
Oltremanu continua a raccontare un mondo fatto di autenticità, natura e piccoli
gesti capaci di esprimere grandi sentimenti. Attraverso influenze che spaziano
dal soul al country, il cantautore emiliano porta avanti una visione artistica
sincera e profondamente legata ai valori della vita semplice. In questa
intervista ci parla delle sue radici musicali, del significato del nuovo brano
e dei progetti che lo attendono.
Ciao Emanuele, grazie per essere con noi. La tua passione
per la musica nasce molto presto, tra i vinili di tuo padre e i primi approcci
con chitarra e tastiera. Ci racconti qualcosa di te e di come è iniziato questo
percorso?
È qualcosa che è
cominciato sempre in una maniera molto autentica; ho sempre avuto un buon
orecchio e una buona intonazione fin da bambino, quindi la cosa più istintiva
che mi è venuta da fare è stata seguire questo dono. Il resto è venuto un po’
di conseguenza, fare parte di una band, scrivere canzoni, fino al momento in
cui ho deciso di farlo diventare un vero e proprio lavoro, prima con le navi e
successivamente con un format anni 90/2000, che attualmente gira l’Italia.
Nelle tue canzoni
emerge spesso il desiderio di riportare al centro autenticità, semplicità e
rapporti umani sinceri. Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere
attraverso la tua musica?
Il mio desiderio più grande sarebbe un’inversione di rotta,
un ritorno al passato, dove le cose erano più semplici, eleganti e trattate con
più garbo. Mi piacerebbe descrivere la vita lenta che ho vissuto io in campagna
fino a poco tempo fa, perché il legame con la natura penso che sia fondamentale
per tutti. Penso che il vero lusso nel 2026 più che essere una migrazione
costante verso la città e l’artificio, sia tornare verso le cose che a un primo
sguardo sembrerebbero più povere, ma in realtà sono le più ricche.
Il tuo sound unisce
influenze soul, blues, country e cantautorato italiano. Quali artisti hanno
contribuito maggiormente a definire il tuo stile musicale?
Parlando di scrittura faccio molto riferimento a Lucio
Dalla, un po’ perché è delle mie zone, un po’ perché credo sia l’artista
italiano più completo e geniale degli ultimi 50 anni. Per la musica prendo
ispirazione maggiormente da quella americana: Bruno Mars, Chris Stapleton,
Whitney Houston, John Mayer, Dolly Parton, Alan Jackson, solo per citarne
alcuni.
Parliamo del nuovo
singolo “Sbuccio la frutta”: di cosa parla questo brano e cosa speri arrivi a
chi lo ascolta?
Continuando il discorso di prima, mi piacerebbe riportare al
centro la semplicità, i gesti genuini, come può essere appunto sbucciare un
frutto per una persona cara e quindi un’azione che può diventare sinonimo di un
“ti voglio bene”; questo perché una cosa del genere, se ci pensate, saremmo
disposti a farla solo nel caso in cui proviamo affetto verso quella persona,
difficilmente nei confronti di una che non sopportiamo.
Hai pensato anche
alla realizzazione di un videoclip?
Non ancora, mancanza di budget. In pochi ne parlano ma fare
musica è anche un impegno economico non da poco; inoltre sono sempre dell’idea
che se decido di fare una cosa la faccio bene, e le cose belle si pagano.
Stai già lavorando a
nuova musica? Quali sono i tuoi progetti per il futuro e cosa possiamo
aspettarci dal percorso artistico di Oltremanu?
Sì sono già nel cassetto altri 3 singoli, che però
appartengono a un genere che si allontana dall’indie di “Sbuccio la frutta” e
che inseguono quelle sonorità che probabilmente hanno caratterizzato di più e
meglio la mia crescita musicale.

