Per Sambiglion,
anche una vicenda apparentemente semplice può aprire domande più profonde. In
"Senza Dire Niente" esplora ciò che accade dopo la fine di un
rapporto, accompagnando la riflessione con un sound leggero ispirato anche agli
Ex-Otago. In questa intervista parla degli artisti che hanno influenzato il suo
modo di guardare alla musica e anticipa "Canzoni Arcane", uno
spettacolo che intreccia brani, simboli e immagini personali con la
partecipazione del pubblico.
Ciao, Sambiglion,
parlaci del tuo percorso: come sei arrivato alla scrittura delle tue canzoni? È
sempre stata una tua urgenza naturale?
Sì, Naturale è la
parola giusta ma urgenza solo in alcuni casi, a volte i brani mi girano in
testa per settimane e ho paura di scriverli finché non sento che è il momento
giusto altrimenti mi sembra di fissarli e togliere loro la possibilità di
evolvere.
Nella tua musica
racconti le tappe e le consapevolezze di una persona alla ricerca della verità.
Quali temi senti più vicini e vuoi condividere con chi ti ascolta?
I temi a volte
anche i più stupidi possono avere un retroscena riflessivo molto importante. A
me sta molto a cuore il perchè delle cose e perciò mi piace l’osservazione
imparziale quasi senza giudizio. Penso che la verità abbia sempre due facce,
una soggettiva e una oggettiva che convivono finché quella soggettiva non si
abbandona a quella oggettiva.
Tra i tuoi
riferimenti ci sono Rino Gaetano, Franco Battiato, Vinicio Capossela ed Edith
Piaf. In che modo questi artisti hanno influenzato il tuo stile?
Più che stile,
parlerei di pensiero e di approccio. La struggente Edith mi ha fatto conoscere
la passione, l’emozione di pancia; Vinicio ad esempio è intelligente, mentale e
poetico allo stesso tempo; Rino è un giullare che gioca senza peli sulla
lingua; Franco è stato un ricercatore e sperimentatore della vita. Ci sono
altri capisaldi che mi hanno formato, ma il mio stile forse è figlio del tempo
che sto vivendo.
Di cosa parla
"Senza Dire Niente" e quale riflessione sui rapporti e sulle parole
non dette vorresti trasmettere?
Senza Dire Niente è
una discolpa, un pretesto per andare a vedere cosa succede dopo che un rapporto
finisce, anche un rapporto così leggero. “La vita scorre senza attriti, si vede
che doveva andare così”, penso che così debba essere in ogni caso.
Il singolo ha un
sound spensierato, con riferimenti agli anni Ottanta e all’indie italiano.
Quali ascolti o suggestioni ti hanno guidato nella scelta di questa atmosfera?
Sicuramente gli
Ex-Otago sono stati un riferimento. Serviva quell’atmosfera da Figli degli
hamburger o La notte chiama, brani che passano li riascolti, ci balli sopra e
poi ti chiedi ma di cosa parla? e riscopri il brano, le immagini che porta e le
agganci al tuo vissuto.
Sappiamo che
stai preparando il tuo prossimo singolo. Che progetti hai per il futuro e che
esperienza vorresti offrire al pubblico dal vivo?
Presto sarà pronto
lo spettacolo “Canzoni Arcane”, un viaggio interiore con dei momenti di
interazione col pubblico, ad ogni canzone un simbolo, una suggestione e
un’immagine personale. L’album OZIO invece andrà avanti col penultimo singolo
d’apertura Anna è Triste, un brano molto scomodo che tratta una storia accaduta
all’interno del dark web.

