Edea: un nuovo singolo, politico, manifesto, dolcemente umano

 

Quando si parla degli uomini e della loro vita si finisce sempre per fare “politica” nel senso altissimo del suo significato. Niente colori, ne di pelle ne di bandiera. Non ci sono schieramenti. C’è solo un grandissimo senso di fratellanza e di comunione. Edea in radio con “Le radici del tempo” canta l’amore e l’accoglienza dentro ricami pop digitali dai contorni assai africani. Il passato, il classico ed il futuro che trovano un punto d’incontro, un dialogo e una forma comune.
 
Quanta discriminazione oggi vive dentro la società ancora inevasa, ancora antica che sembra non sia passato niente nella storia…?
Hai ragione, a volte penso che la storia ci abbia insegnato poco o niente. O forse, si perde troppo tempo nel guardare avanti e non indietro, ai passi fatti fino ad oggi da coloro che avevano già compreso che discriminare non serve a niente e non porta a nulla. Trovo invece che la convivenza con l’ altro, di qualunque credo, posizione o razza, sia un’ occasione: imparare nuove culture, tradizione diverse, modi di vivere differenti, non farebbero altro che arricchire le nostre vite. Quindi perché non cogliere questa opportunità?
 
E quanto c’è di tuo del tuo vissuto, della tua “pelle” sopra questo brano?
“Le Radici del Tempo” parla di coloro che hanno lasciato la propria terra, quindi le proprie radici, per tentare di giocarsi le proprie carte altrove. Di certo faccio parte della “categoria”, considerando che mi sono trasferita in Inghilterra ormai da quattro anni, e considerando anche quanto ora io senta ancor più forte il legame che ho con l’ Italia, la mia terra d’ origine. Anche se non ti nascondo che, scrivendo questo testo (sostenuta in maniera magistrale da Lorenzo Sebastianelli), ho pensato molto anche a mia madre, che negli anni 80 lasciò il Mali, dov’ era nata e vissuta, per trasferirsi in Italia. Nella testa mille sogni da realizzare indubbiamente, ma anche mille difficoltà da superare, sia praticamente che emotivamente.

 

Una produzione assai digitale: mi sarei atteso strumenti anche più in linea con la tradizione o sbaglio?
Sai a me è sempre piaciuto sperimentare, mescolare. Penso alla mia musica come un qualcosa che debba somigliarmi in tutto e per tutto. Motivo per cui da una come me, proveniente da due culture differenti, non puoi aspettarti nulla di tradizionale! Ho voluto mettere in primo piano il messaggio e lasciarlo trasportare da suoni che soprattutto i giovani d’oggi digeriscono di più. Senza però dimenticare il soul, il tribale, che emergono dalla melodia principale.

E il disco nuovo di Edea? Avremo dentro questi colori?
In realtà non so ancora se ci sarà un disco. Di certo nuovi singoli, con Lorenzo siamo sempre in evoluzione, nel mio pentolone c’è sempre qualcosa che bolle!
Per il momento sono felice di aver pubblicato questo nuovo singolo, dopo 4 anni di silenzio. Ci voleva!

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