Dalla solida formazione accademica al
Conservatorio fino al palcoscenico del pop moderno e indipendente, Elena
Camocardi – in arte Elena Camo – costruisce un ponte ideale tra la cura del
dettaglio e l'immediatezza della melodia. Con l'uscita del nuovo singolo
"Niente Prove", l'artista racconta la forza di non accontentarsi,
trasformando la ricerca dell'autenticità in un messaggio universale e diretto.
In questa intervista esclusiva per Fatti Musicali, Elena Camo si svela tra
scelte di produzione, estetica visiva e i prossimi passi che la condurranno
alla pubblicazione del suo nuovo album.
Ciao
Elena, grazie di essere qui con noi. Elena Camocardi, in arte Elena Camo,
classe 1991: ci racconti come la tua solida formazione classica in
Conservatorio si è trasformata nella necessità di esprimerti come voce pop
moderna e indipendente?
Grazie a voi per l'invito, è un piacere essere qui.
La musica
è sempre stata parte della mia vita e la formazione in Conservatorio è stata
fondamentale. Mi ha dato una preparazione tecnica importante, ma soprattutto mi
ha insegnato il valore dello studio, della disciplina e dell'interpretazione.
Sono competenze che porto con me ancora oggi, in qualsiasi progetto affronti.
Con il
tempo, però, ho sentito il bisogno di raccontare qualcosa di più personale.
Interpretare grandi autori è meraviglioso, ma scrivere e cantare le proprie
emozioni è un'esperienza completamente diversa. È stato un passaggio naturale:
ho iniziato a cercare una voce che fosse
davvero mia, un linguaggio capace di unire la cura musicale che arriva dalla
mia formazione con un pop moderno, diretto e accessibile.
Oggi mi
sento esattamente in questo equilibrio. Amo le melodie che restano in testa, i ritornelli che fanno venire voglia di
cantare, ma credo anche che una canzone debba lasciare un'emozione e raccontare
qualcosa di autentico. È questa la direzione che sto seguendo con il mio progetto
artistico e "Niente Prove" ne è una delle espressioni più sincere.
Le tue
canzoni danno voce a fragilità, rinascite e sfumature emotive universali. Qual
è il nucleo emotivo del tuo nuovo singolo e che tipo di ponte empatico speri di
creare con chi si troverà ad ascoltarlo?
Credo che
il nucleo emotivo di "Niente Prove" sia la consapevolezza del proprio
valore. È una canzone che parla del
momento in cui smetti di aspettare che siano gli altri a decidere per te e
trovi il coraggio di scegliere te stessa. È un invito a non accontentarsi mai
di essere un'opzione o un "piano B", ma a pretendere rapporti
sinceri, costruiti sulla reciprocità e sul rispetto.
Quello che
spero è che chi ascolta possa ritrovare un pezzo della propria storia. Ognuno,
almeno una volta nella vita, si è sentito in bilico, ha avuto dubbi o ha
cercato conferme. Se questa canzone riuscirà a far sentire anche una sola
persona meno sola, o a darle la forza di fare una scelta importante per se
stessa, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.
Per me la
musica è proprio questo: creare una connessione autentica. Mi piace scrivere canzoni che abbiano un ritornello
immediato, capace di entrare subito nella testa, ma che allo stesso tempo
custodiscano un messaggio che resta nel cuore anche dopo l'ultimo ascolto. È
questo il ponte che cerco di costruire con il mio pubblico.
Il tuo
mondo sonoro è un crocevia unico, influenzato sia da grandi icone vocali (come
Elisa, Giorgia, Adele) sia dal mondo
delle colonne sonore. In questo nuovo brano, quali stili e suggestioni hanno
guidato maggiormente la composizione e la produzione in studio?
Le
influenze fanno parte del percorso di ogni artista, ma credo che la sfida più
bella sia riuscire a trasformarle in qualcosa di personale. Ho sempre amato le
grandi voci, quelle che con una sola interpretazione riescono a trasmettere
emozioni profonde, e questo è sicuramente un aspetto che porto anche nella mia
musica.
Per
"Niente Prove", però, non sono partita da un genere o da un
riferimento preciso. Sono partita da un'emozione. Volevo che ogni elemento
della canzone accompagnasse quel messaggio di forza e consapevolezza che
racconta il testo. Per questo abbiamo scelto un sound pop contemporaneo, fresco
e coinvolgente, con una melodia che arriva subito e un ritornello che resta in
mente fin dal primo ascolto.
In studio
ci siamo fatti una domanda molto semplice: "Come possiamo far arrivare
questa emozione nel modo più diretto possibile?" Tutto è nato da lì. Ogni
scelta, dalla produzione all'interpretazione vocale, è stata pensata per dare
spazio alla canzone, senza eccessi. Credo che
la semplicità, quando è autentica, sia una delle cose più difficili da raggiungere. E "Niente Prove" è proprio
questo: un brano pop che punta a emozionare con naturalezza, lasciando che
siano la melodia, la voce e il messaggio a parlare.
Il nuovo
singolo fotografa un momento di assoluta verità e assenza di filtri. Di cosa
parla nello specifico e come si esprime, a livello sonoro, il contrasto tra la
delicatezza del tuo timbro e le sfumature più taglienti della produzione?
"Niente
Prove" racconta quel momento in cui smetti di accettare mezze misure e
trovi il coraggio di scegliere te stessa. Parla della consapevolezza che, nei
sentimenti come nella vita, non si può vivere aspettando che qualcuno decida il
nostro valore. È una canzone che invita a lasciarsi alle spalle i dubbi e a
pretendere rapporti autentici, fatti di scelte vere e non di promesse.
Dal punto
di vista musicale, volevamo che questa forza emergesse senza rinunciare
all'emozione. La mia voce accompagna il racconto con delicatezza, ma cresce
insieme alla canzone fino a esplodere in un ritornello aperto, immediato e
coinvolgente. La produzione non cerca
di sovrastare il messaggio, ma di sostenerlo, con un sound pop moderno,
melodico e dinamico.
Il
risultato è un equilibrio che sento molto mio: da una parte c'è l'intimità di
un'emozione raccontata con sincerità, dall'altra l'energia di un brano che
arriva subito, con un ritornello che resta in testa e ti viene naturale
cantare. Per me questo è il bello del pop: riuscire a emozionare senza rinunciare
all'immediatezza.
Sappiamo
che in studio ami lavorare molto sull'interpretazione pura, lasciando spazio
alle imperfezioni e alle emozioni reali per trasmettere un senso di
autenticità. Come hai voluto tradurre questa estetica così diretta, "buona
alla prima", nell'immaginario visivo e fotografico che accompagna il
singolo?
Per me
l'autenticità non significa cercare l'imperfezione a tutti i costi, ma riuscire
a trasmettere un'emozione vera. In studio lavoro molto sull'interpretazione,
perché credo che una canzone debba arrivare prima al cuore che all'orecchio. Se
un'esecuzione riesce a emozionarmi, allora so di essere sulla strada giusta.
Lo stesso
principio ha guidato anche l'immaginario di "Niente Prove". Ho voluto
che il videoclip e le fotografie raccontassero la stessa forza che c'è nel
brano: una donna consapevole di sé, che sceglie di non accontentarsi e di
andare avanti a testa alta. Non c'è la ricerca dell'effetto fine a se stesso,
ma il desiderio di raccontare una storia e di renderla credibile.
Mi piace
quando musica e immagini parlano la stessa lingua. In "Niente Prove"
tutto è stato pensato per rafforzare il messaggio della canzone: un'estetica
elegante, essenziale e contemporanea,
dove ogni dettaglio accompagna il racconto senza distrarre da ciò che conta
davvero. Alla fine, il protagonista deve sempre essere il brano e l'emozione
che riesce a lasciare in chi lo ascolta.
Questo
brano segna un passo importante dopo le tappe precedenti del tuo percorso. Che
progetti hai per il futuro a medio termine, tra il consolidamento nel panorama
pop italiano e la tua naturale ambizione di unire musica e teatro in un'unica,
grande esperienza scenica?
"Niente
Prove" rappresenta sicuramente un passo importante del mio percorso, ma lo
vivo soprattutto come un nuovo punto di partenza. In questo momento il mio
obiettivo è continuare a pubblicare musica che mi rappresenti davvero,
costruendo un'identità artistica sempre più riconoscibile e consolidando il mio
spazio nel panorama pop italiano. Uscirà infatti il mio Album nei prossimi
mesi.
Parallelamente
continuerò a portare la mia musica dal vivo, perché è sul palco che le canzoni
acquistano un significato ancora più profondo. Il contatto con il pubblico è la
parte più emozionante del mio lavoro ed è lì che capisco davvero se una canzone
è riuscita ad arrivare al cuore delle
persone.
La mia
formazione nel canto, nel pianoforte e le esperienze maturate tra teatro
musicale e palcoscenico fanno parte del mio modo di essere artista. Mi
piacerebbe che, in futuro, tutto questo trovasse sempre più spazio nei miei
spettacoli, creando concerti che non siano solo da ascoltare, ma da vivere.
Credo che oggi il pubblico cerchi emozioni ed esperienze complete, ed è proprio in quella direzione che
voglio continuare a crescere.