Con “Una di queste sere”, Cardo firma un brano intimo e introspettivo, pubblicato il 9 gennaio, che nasce come flusso di coscienza tra desideri, riflessioni e contrasti interiori. La canzone non cerca di lanciare messaggi, ma di condividere uno stato d’animo autentico, lasciando spazio all’inconscio e alle sue sfumature.
In questa intervista Cardo racconta l’origine del progetto, il suo approccio libero alla scrittura, il significato profondo del singolo e il lavoro visivo che accompagna il brano, aprendo uno sguardo sui prossimi passi del suo percorso artistico.
Ciao Cardo, grazie di essere qui con noi. Il tuo percorso come Simone Cardelli si è evoluto in questo progetto artistico: parlaci di te e di come la tua passione per la musica ha preso la forma che conosciamo oggi?
La musica è qualcosa che ha sempre fatto parte di me. Inizio a studiare pianoforte molto presto.
In merito specificatamente alla composizione di brani devo dire che è nata improvvisamente. Come Forrest Gump un giorno ha iniziato a correre io ho sentito l’esigenza di iniziare a comporre.
"Una di queste sere" suggerisce un’atmosfera intima o forse un momento di riflessione: qual è il messaggio principale che vuoi lanciare con la tua musica e con questo nuovo capitolo?
Dentro “Una di queste sere” ci sono più cose; desideri, riflessioni, consapevolezze.
Più che lanciare un messaggio condivido uno stato d’animo.
E’ un flusso di coscienza dettato da sentimenti e desideri dell’inconscio.
Il tuo stile ha una sua identità definita: quali musicisti hanno ispirato il sound di "Una di queste sere" e, più in generale, il tuo approccio alla scrittura?
Non direi che sia un artista che mi abbia ispirato. Credo sia la musica stessa a dirmi quello che le serve. Per la scrittura non ho regole. Ci sono canzoni che revisiono più volte, altre che nascono nel giro di poco, come questa.
Entriamo nel vivo del brano uscito il 9 gennaio: di cosa parla esattamente "Una di queste sere" e quali sensazioni speri di trasmettere a chi lo ascolta per la prima volta?
Parla del contrasto tra la ricerca di serenità e la complessità interiore. Spero di trasmettere proprio questo.
Sappiamo che al singolo si accompagna spesso una componente visiva. Ce ne vuoi parlare? Come avete lavorato per tradurre in immagini il mood di questo brano?
Per il videoclip ringrazio i ragazzi di blucinelab.
Il bosco da sempre rappresenta l’inconscio, mistero, rigenerazione ed il luogo dove affrontare prove per raggiungere la consapevolezza pertanto mi sembrava il contesto perfetto in cui ambientare il brano.
Ci sono poi elementi simbolici come il fuoco, lo specchio ed il filo necessari per amplificare ed estendere il significato della canzone.
Dopo il lancio di questo singolo a inizio 2026, che progetti hai per il futuro? Dobbiamo aspettarci un album o un tour live?
Per ora ho in progetto dei singoli.

